Tag Heuer Aquaracer 300 tribute to 844

TAG HEUER AQUARACER 300 TRIBUTE TO 844

Ad oggi le idee nuove si fanno molto desiderare.
E il Tag Heuer Aquaracer 300 tribute to 844 (il nome l’ho deliberatamente abbreviato), non fa eccezione.
La nostalgica reinterpretazione di vecchie glorie, sembra essere diventata una moda con una propria vita.
Ed a ragion veduta!
Infatti i best selle di quasi tutte le casa più famose, campano di vecchie glorie, come il Royal Oak di Audemars Piguet, il Nautilus di Patek Philippe, lo Speedmaster per Omega, fino a quelli più di nicchia come il Superman di Yema o il Grand Fonds di Z.R.C.

TRIBUTO

Come sarà già stato facile intuire, il Tag Heuer Aquaracer 300 tribute to 844 è appunto un tributo ad un orologio degli anni 70 di Casa Heuer, identificato appunto con la referenza 844.
Lanciato nel 1978, prevedeva diverse versioni: dall’automatico con calibro Eta 2872, alla versione al quarzo GMT.
La sua fama deriva dalla sua versatilità, l’impermeabilità e il prezzo accessibile, nonché dai personaggi che lo scelsero, come Mario Andretti.
Heuer scelse per la produzione di questi orologi, il produttore francese Georges Monin, uscendo dal campo della cronografica tanto caro alla Maison.
Oggi Tag Heuer ripropone questo grande successo in una chiave decisamente più aggiornata e tecnologica, che ha in comune con il vecchio 844, soltanto il nome dopo la parola “tributo”.

SOMIGLIANZE

Sono diversi i punti in comune con l’844, come il nome nel titolo ed il fatto che entrambi siano dei subacquei con la ghiera girevole.
Credo sia tutto qua.
Poi per carità, i subacquei hanno molti punti in comune, dovendo rispettare le regole che fanno di questa tipologia quella del diver.
Ghiera girevole, corona a vite, visibilità negli abissi ecc…
Ma quelle sfere gladio dal colore vintage, che di vintage hanno solo una somiglianza con Omega, tradisce sia il tributo con l’844 che aveva sfere Mercedes, sia lo stravolgimento innovativo di cui è pregno quest’orologio.
Ma andiamo ad analizzare i suoi punti di forza, quelli positivi.

TECNOLOGICO

Perché il Tag Heuer Aquaracer 300 tribute to 844 ha anche numerosi punti a suo favore!
Partiamo dal presupposto che si tratta di una nuova collezione Aquaracer che comprende ben 8 varianti.
La più interessante è naturale ente il tributo all’844 che si presenta con una cassa, ricavata da un blocco di titanio grado 5 con un disegno migliorato che guadagna in ergonomia.
La ghiera, come vuole l’epoca moderna, è in ceramica hi-tec.
Anche il fondello è in titanio e decorato con un casco da palombaro, a sottolineate i suoi 300 metri d’impermeabilità.
Sul quadrante troviamo, oltre agl’indici e le sfere dal colore vintage, una scala delle 24 ore in rosso, altro punto in comune con l’844.
Gli indici ottogonali hanno uni disegno utile solo al fine decorativo, che contrasta con la forma dodecagonale della ghiera.
L’assenza delle sfere mercedes e della sfera dei secondi lollipop lo allontanano dal suo predecessore.

MECCANICA

Ad animarlo troviamo un movimento meccanico a carica automatica cal. Tag Heuer Calibre 5, un movimento basato su il collaudassimo Eta 2824 (o Sellita SW200).
Questi si distinguono per il numero di rubini, che sono 25 sull’Eta e 26 sul Sellita.
Le caratteristiche sono state migliorate rispetto al movimento di base, ovvero 28.800 a/h e la riserva di carica che passa da 38 a 42 ore.
Inoltre il movimento riceve, prima di essere montato, un test di 10 giorni ed una regolazione che ne garantiscono uno scarto di -4/+ 6 secondi al giorno.
Non viene comunque accompagnato da un certificato di cronometro.
Ne guadagnano le finiture, che vedono una massa oscillante ridisegnata e firmata.

CONCLUSIONI

Per essere un tributo, rimane molto lontano dai canoni estetici del modello originale, andando in contrasto o addirittura tradire quei particolari che hanno fatto dell’844 un mito.
Comunque il Tag Heuer Aquaracer 300 tribute to 844 rimane un ottimo orologio con caratteristiche tecniche di tutto rispetto, qualità di un vero diver professionale, con la leggerezza del titanio, la robustezza della ceramica, la versatilità del caucciù, e la qualità Tag Heuer.
A fronte di una spesa di 4100 Euro, non si può dire che anche l’accessibilità ricalchi il successo di un tempo!
Speriamo soltanto che un giorno, ci propongano anche un vero tributo all’844.
O meglio di no?

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