Storia della IWC

E’ l’americano Florentine Ariosto Jones che fonda in quell’anno, a Sciaffusa, la fabbrica, lontana dal fulcro svizzero dell’orologieria, dove tutt’oggi risiede, rimanendo l’unica fabbrica nella zona nord-orientale della Svizzera.

Egli proveniva da Boston, dove aveva lavorato presso la E. Howard Watch & Clock e anche per la G. P. Reed.
A 27 anni si trasferisce a Sciaffusa, coscente del fatto che nei registri di Stato della città, comparivano orologiai fin dal 1583.
Jones trova sul Reno un ambiente ideale per mettere a frutto la sua idea e pensò bene di automatizzare l’obsoleto sistema manuale di lavorazione nel campo orologiero.
Ad affiancare Jones in questa impresa ci pensò l’industriale e già orologiaio Johann Heinrich Moser, che aveva appena costruito sul Reno, un impianto idraulico in grado di alimentare diverse fabbriche adiacenti.
Così decide di stabilirsi a Siciaffusa, piuttosto che ne Giura, dove CORONA il suo sogno di fabbricare movimenti per orologi, da destinare al mercato internazionale.
Affittati dei locali alimentati dagli impianti idraulici di Moser, nasce ufficialmente la IWC.
Qui toverà anche tecnici orologiai capaci per avviare la sua attività, che vede nascere nel 1868 il primo CALIBRO “Jones”.

Nel PERIODO tra il 1870 e il 1874, Jones soffrì di una recesione dovuta ad un’esportazione in America di orologi di bassa qualità, che venivano marchiati con nomi di fantasia o nomi esistenti, infangando il buon nome dell’orologieria svizzera.

Nel 1873, dopo i fallimentari progetti sulla costruzione di un orologio da tasca pluricomplicato, la IWC viene acquisita dalla Banca Commerciale di Sciaffusa per la simbolica cifra di 143 mila Franche Svizzeri, e rinominata come “Internationale Uhrenfabrik” di cui diventa direttore, un altro americano Frederik Frank Seeland.
Egli, dopo aver falsato i bilanci e ridotto all’osso la qualità degli orologi, scappa in America con oltre 220 mila Franchi Svizzeri.
Verrà acquisita dal socio Johann Rauschenbach, che la riconverte a fabbrica di orologi svizzeri di qualità.
L’azienda rimarrà in mano alla famiglia per le prossime 4 generazioni, cambiando più volte ragione sociale, per tornare al nome dato dal fondatore, solo negli anni 70.

Nel 1885 nasce il primo capolavoro conil  brevetto di Joseph Pallweber che presentava un’affissione del tempo DIGITALE, addirittura troppo avanti per quei tempi, riscuotendo uno scarso successo.
Poi verso la fine dell’800 nasce il CALIBRO 52, il MOVIMENTO di maggior successo di IWC, che presentava il nuovo sistema di precisione per la REGOLAZIONE di MARCIAcollo di cigno, ANCORA una volta grazie ad un americano: George P. Reed.

Negli anni trenta, l’esigenza di una precisione maggiore, vede nascere il Portoghese.
Successivamente, con la guerra, IWC presentò una LINEA di orologi dedicati all’aviazione, campo in cui rimase per lungo tempo con il modello Fliegeruhr, che dal 1940 verrà adottato dalla RAF (Royal Air Force).

Negli anni 50 arriva il primo orologio AUTOMATICO con il sistema di ricarica Pellaton, un brevetto tanto efficace che ANCORA oggi, gli orologi di nuova generazione, vantano con orgoglio.

Negli anni 70, quando l’avvento del quarzo mieteva vittime, la IWC, allora capitanata da Gunter Blumlein, rimaneva stabile nella sua posizione, pur accontentando anche il pubblico affascinato dall’elettronica.
Fu proprio allora che naque lo slogan “IWC. Dal 1868 e fin quando esisteranno uomini“.

Ad Oggi IWC conta oltre 500 impiegati ed è una delle più importanti fabbriche di orologi, con un grande mercato di collezionismo.
Dal 2000 IWC è entrata a far parte del gruppo Richemont International SA.

Nel 2011 dedica un’edizione limitata dell’Ingegneur alla spedizione del Plastiki, che vede il  catamarano impegnato in una navigazione da San Francisco a Sydney per attirare l’attenzione mondiale sulla sensibilizzazione inerente alla salute dei nostri mari e la colossale quantità di rifiuti che li stanno soffocando.

Sempre nel 2011 entra a far parte della grande vela internazionale, diventando cronometrista ufficiale della Volvo Ocean Race e dell’ imbarcazione Abu Dhabi Ocean Racing, dedicando una collezione: il Portoghese Yacht Club Volvo Ocean Race.