Storia della Hublot

Hublot nasce nel 1976 da un idea di Carlo Crocco, appena uscito dal gruppo Binda e deciso ad aprire un’attività tutta sua.
Decide così di trasferirsi in Svizzera, patria dell’orologeria mondiale, dove fonde il gruppo MDM.
Iniziano così 3 anni di ricerca e sviluppo per un orologio che avrebbe combinato  insieme materiali come la gomma e l’oro e traendo ispirazione dalla nautica, come il Monaco Classic Week, la regata dedicata agli yacht classici che si svolge sotto gli occhi del Principe di Monaco e la Palma Vela di Spagna.

Il nome Hublot infatti, nasce proprio dal francese “oblò”.

Presentato per la prima volta dalla MDM alla fiera di Basilea del 1980, l’ Hublot non riscosse un immediato successo; anzi, a Baselworld non ebbe un solo cliente.

Il successo arrivò con l’interesse da parte delle famiglie reali, in particolare da Re Juan Carlos di Spagna e Carolina di Monaco, prendendo il soprannome de “l’orologio dei Re”.

Per la realizzazione del famoso cinturino, l’azienda si servì esclusivamente di un tipo di caucciù proveniente dalla Malesia, che venne miscelato ad essenze di vaniglia originali delle isole Réunion.
Speciali piastrine metalliche, vengono annegate per garantirne un’eccezionale robustezza all’attacco di CASSA e fibbia.

Con il passare degli anni, Hublot continua la scia di successi dettati da scelte naturali come l’evoluzione della LINEA, presentando il CRONOGRAFO, il modello subacqueo ed impreziosendo i suoi modelli con PIETRE e materiali preziosi.

Nel 1988 MDM presenta Thorr, un orologio dalle caratteristiche avveniristiche, come i rinforzi di kevlar per il bracciale.
Nel 1990 MDM annuncia l’arrivo dell’ Astrographe, l’unico CRONOGRAFO al mondo che con i suoi 5 brevetti, offre un QUADRANTE ad emissione luminosa variabile, un VETRO sensibile ai raggi solari e a compensazione di luce, un cinturino rinforzato in kevalr sagomato al laser, un sistema di impermeabilità chiamato Aquatite ed una chiusura del bracciale con un sistema di autoREGOLAZIONE.

Però sembra non aver mai visto la luce…

Nel 2004 arriva la svolta.
Crocco cerca un sostituto per potersi dedicare al design di nuovi orologi e per dedicarsi all’ associazione benefica Hand-inHand in aiuto ai bambini di tutto il mondo.
Arriva così Jean-Claude Bivier, proveniente da una posizione presidenziale in Omega, già Swatch Group, per assumere la posizione di amministratore delegato.
Diventa da subito anche membro di minoranza del Consiglio di Amministrazione.

Il 2005 vede nascere quella che consoliderà la Hublot tra i “dream watch” di nuova generazione: i Big Bang.
Da subito vengono premiati al “Geneva Watchmaking GRand Prix”, per il “2005 Design Prize”, “Sport Watch Prize”, “Watch of the Year” in Giappone e “Best Oversized Watch” al “Watch of the Year” nel Bahrain.

Nel 2006 l’azienda sfiora un fatturato di ben 100 milioni di Franchi Svizeri.
Lo stesso anno Bivier inaugura Hublot TV, un canale televisivo dedicato al lusso.

Il 2007 vede la prima boutique monomarca a Parigi, in via Saint Honoré e a Saint Tropez.

Nel 2008 la Hublot viene acquisita dal suo fondatore al gruppo LVMH (Louis Vuitton).

Nel 2009 Hublot inaugura una nuova era contro l’anticontraffazione, inserendo a corredo la smart-card “WiseKey“, una specie di carta d’identità dell’orologio, che viene inserito in un database del’ Hublot.

Nel 2010 Hublot ha un fatturato di oltre 193 milioni di Franchi Svizzeri.
A gennaio 2010 l’annuncio: Hublot annuncia l’acquisizione della fallita BNB Concept, diventando una manifattura a tutti gli effetti.

Nel 2011 la Hublot ha 650 concessionarie e 40 boutique monomarca progettate da Peter Marino.

Oggi Hublot è impegnata in diverse sponsorizzazioni, tra cui i campionati del mondo di sci nordico ad Oslo, l’ Associazione Calcio Al Wasl di Maradona, il Bayern di Monaco, il Manchester United, della FIFA World Cup del Sud Africa 2010 e i campionati di vela d’altura del Mediterraneo, sponsorizzando il Grand SOLEIL 44R “Sei una Diva”, nonché il museo Oceanografico di Monaco.
Ultimo e non ultimo, nel 2011, stringe un contratto di collaborazione con la scuderia Ferrari, diventando cronometrista ufficiale e partner del Cavallino.