Il platino

Ecco perchè scegliere il platino come materiale per il segnatempo di clASSE e prestigioso desiderato da una vita.
Quando si parla di platino, è inevitabile ricorrere ad alcuni aggettivi, assolutamente illuminanti riguardo alle caratteristiche fondamentali di questo metallo.

1) é raro. Infatti, ogni anno nel mondo vengono estratte circa 130 tonnellate di platino, rispetto alle 3300 tonnellate circa di oro.
Attualmente esso proviene in massima parte dal Sud Africa, mentre, dai tempi della scoperta del metallo, la leadership della produzione è andata, nell’ordine, alla Colombia, alla Russia e al Canada.
2) é puro. A differenza di altri metalli nobili, il platino presenta caratteristiche tali che ne rendono possibile l’utilizzazione in leghe ad alto tenore.
Attualmente viene adottata la lega di 950 millesimi (22,8 carati).
3) Ciò vuol dire che un oggetto in platino contiene 950 parti di metallo puro e solo 50 di altri metalli in lega; l’oro a 18 carati, invece, ha un titolo di 750 millesimi, cioè contiene 750 parti di oro e 250 parti di altri metalli.
Il punzone – PT 950 – ci permette quindi di distinguerlo dall’oro bianco.
4) é pesante. Il suo peso specifico – 21,45 grammi per centimetro cubo – è uno dei più elevati che si conoscano; si consideri che quello dell’oro è di 19,3 grammi per centimetro cubo e quello dell’argento di 10,5 grammi per centimetro cubo.
Ciò significa che un oggetto in platino ha un peso decisamente superiore ad uno in oro delle stesse dimensioni: la differenza risulta con chiarezza semplicemente soppesando gli oggetti sul palmo della mano.
5) é refrattario al calore. Il suo punto di fusione si colloca intorno ai 1772°C, contro i 1063°C dell’oro e i 961 dell’argento (ad eccezione di alcuni platinoidi, quali l’osmio, si tratta del più elevato punto di fusione tra i metalli).
Questo è il motivo per il quale, dopo la sua scoperta, non fu semplice riuscire a fonderlo e quindi a lavorarlo.
6) é indeformabile al calore, grazie alla sua bassissima conducibilità termica (73 watt al metro LINEAre per ogni grado centigrado, contro i 293 dell’oro e i 419 dell’argento).
Questo è uno dei motivi per i quali il platino è stato utilizzato – in lega con un metallo della stessa famiglia, l’iridio – nella realizzazione dei campioni ufficiali delle unità di misura e di peso del sistema metrico decimale.
7) é inossidabile. Il platino risulta praticamente inattaccabile dalla quasi totalità degli acidi.
È per questo motivo che, fin dal secolo scorso, il metallo viene utilizzato nella realizzazione dei bollitori per la concentrazione dell’acido solforico, ma è eviDENTE che una simile caratteristica è particolarmente apprezzata in gioielleria.
8) é duttile. Una volta FUSO, può essere lavorato in fogli o fili sottilissimi, senza perdere la sua resistenza.
9) Si consideri che da un grammo di metallo si può ricavare un filo di oltre due chilometri.
Tale caratteristica ha permesso, tra l’altro, la realizzazione di tessuti in platino, come il famoso abito da sposa di fattura giapponese.
10) é naturalmente bianco e luminoso.
Pur essendo simile esteriormente all’oro bianco, il platino ha una colorazione assolutamente naturale (nell’oro bianco il colore è dato da una lega di 750 millesimi di oro giallo e 250 di palladio) che non interferisce in alcun modo con la lucentezza dei diamanti.
Presenta, inoltre, una sua particolare luminosità.
11) é anallergico. Grazie alle sue caratteristiche intrinseche, e alla sua purezza, è ottimamente tollerato da qualunque tipo di pelle.
Per lo stesso motivo viene largamente usato in campo medico (sono realizzati in platino, ad esempio, i pace-maker).
Per tutti questi motivi – primi fra tutti la rarità – il platino è un metallo particolarmente costoso.
Ma ci sono altri fattori che concorrono in modo significativo nella determinazione del suo prezzo.
Tanto per cominciare, per ottenere 31 grammi di metallo puro, sono necessarie almeno 10 tonnellate di grezzo.
Considerando l’alto grado di purezza e il peso specifico del metallo, si può, inoltre, calcolare che, ad esempio, la realizzazione di un orologio in platino richieda, rispetto ad un identico modello in oro, un’aggiunta supplementare di materia prima del 28,5% (per un normale orologio d’oro di 30 grammi, saranno necessari circa 7 grammi in più di platino).
Altrettanto determinanti sono le difficoltà, e quindi i costi, che si incontrano nella lavorazione del platino.
Restando in campo orologiero, si deve considerare che la fase di stampaggio di una CASSA in platino comporta una particolare REGOLAZIONE della pressa, una maggiore usura dell’utensileria impiegata, una più accurata pulizia della strumentazione tecnica nonchè tempi lunghi e costi elevati per il riciclaggio degli scarti (da 8 a 10 settimane in rapporto ai pochi giorni necessari per il riciclaggio dell’oro; il costo medio è di 1,05 franchi svizzeri per grammo nel platino e di 0,09 franchi svizzeri per grammo nell’oro).
Particolarmente complessa anche la fase di “polissage” che, a causa delle caratteristiche specifiche del metallo, risulta molto diversa da quella dell’oro ed esclude completamente l’ausilio di strumenti automatici.
Complessivamente si può dire che la realizzazione di un orologio in platino è almeno tre volte più onerosa di quella di un orologio in oro, con ovvie conseguenze sul costo finale.
Per una complessa serie di ragioni, che si possono ricavare da quanto è stato detto fino ad ora, gli orologi in platino restano appannaggio delle più importanti Case costruttrici e vengono realizzati in serie strettamente limitate.
In moltissimi casi si tratta di esemplari particolarmente eleganti, finalizzati a specifiche esigenze di stile; ma sempre più spesso il platino è associato a movimenti complicati di altissimo spessore tecnico.
E forse questo è un segnale inequivocabile del ruolo che il prezioso metallo bianco ha ormai acquisito in orologeria; un ruolo che sarebbe semplicistico considerare come una mera emanazione dal mondo della gioielleria.

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